lunedì 29 gennaio 2018

LA CINA

SISTEMA SCOLASTICO  E SCUOLE FILOSOFICHE
 
Il sistema scolastico cinese è più sviluppato e articolato rispetto a quello indiano. La sua funzione è quella di preparare i funzionari politici.
Accanto alle scuole dove i  nobili ricevono insegnamenti teorici ed educazione militare vi sono quelle per contadini dove uomini e donne si recano dopo il lavoro nei campi.
 
Il rapporto maestro-allievo assume particolare rilevanza nelle scuole filosofiche, che danno rilevanza all'taoismo e al confucianesimo.
 
 
 
 
TAOISMO:
nasce dall'insegnamento di Lao Tzu. Predica il ritorno ad un esistenza naturale che trova un armonia con tutto il cosmo. Gli insegnamenti sono tramandati nel libro del Tao.
 
 
 
 
 
 
 
CONFUCIANESIMO:
trasmesso in aforismi raccolti nei dialoghi, sostiene l'ampia formazione culturale e che stimoli la crescita morale, basata sull'esempio.
La pedagogia confuciana si propone di formare un funzionario colto.
 


L'EDUCAZIONE NELL'ESTREMO ORIENTE

RELIGIONE ED EDUCAZIONE IN INDIA
 
Il modello educativo improntato all'insegnamento dell'obbedienza alle leggi dello stato e della religione è presente anche nella civiltà indiana e cinese.
Gli aspetti peculiari della società indiana sono due:
-la divisione in caste
-influenza della religione.
Questa divisione rende la società indiana estremamente statica.
La divisione in caste è giustificata dalla religione induista e nonostante sia stata abolita svolge tutt'ora un ruolo importante nella società d'oggi.
La religione infatti influenza ogni aspetto della vita sociale e culturale, includendo anche l'educazione che varia all'interno di ogni religione.
L'antica india ospita due religioni:
 
-INDUISMO
concetto fondamentale: reincarnazione
I testi sacri sono i VEDA, sui quali si basa la formazione dei sacerdoti induisti (bramini) che costituiscono una delle caste fondamentali. Inizialmente l'educazione si è sviluppata senza il bisogno di ricorrere alla scrittura. In seguito si è basata sul metodo MNEMONICO(dialogo tra maestri e allievi)
 
-BUDDHISMO
nato nelle colonie greche, si diffonde in India tramite il BUDDHA(il risvegliato).
L'individuo si emancipa dai bisogni materiali e approda al NIRVANA(assenza di desideri e dolori).
L'educazione buddhista è aperta a tutti. Rimane centrale il rapporto tra allievo e maestro e la finalità religiosa. 

domenica 3 dicembre 2017

LA MOTIVAZIONE INTRINSECA ED ESTRINSECA

LA MOTIVAZIONE INTRINSECA
 
La motivazione intrinseca è costituita dalla curiosità, una sorta di motivazione cognitiva. In altri casi è il piacere che si prova nel fare qualcosa. La motivazione intrinseca è stata rappresentata da Harry Harlow e due suoi allievi scimmia, sottoposti a giochi di intelligenza. le scimmie ripagate col cibo ottenevano risultati inferiori rispetto a quelle che giocavano per il puro piacere di farlo.
 
 
 

MOTIVAZIONE ESTRINSECA
 
La motivazione estrinseca si distingue tra obbiettivi di prestazione e di padronanza:
-obbiettivi di padronanza: motivazione intrinseca
-obbiettivi di prestazione: motivazione estrinseca.
 
Anche lo stato d'animo svolge un ruolo importante. John W. Atkinsons, psicologo statunitense, ha individuato la seguente relazione:
-tendenza al successo: fiducia
-tendenza ad evitare il fallimento: paura

DARE UN SIGNIFICATO A CIO CHE ACCADE

DARE UN SIGNIFICATO A CIO CHE ACCADE
 
A determinare il comportamento non sono solo le motivazioni, ma anche le spiegazioni. Queste spiegazioni sono dette anche attribuzioni, ragionamenti concernenti se stessi, il rapporto con il mondo e con gli eventi.
 
 
Lo psicologo Fritz Heider ha distinto due forme di attribuzione:
-attribuzione interna: attribuire a se stessi la causa di ciò che avviene, può avere sia valenza negativa che valenza positiva. Sulla base di questo, il soggetto ritiene se stesso artefice della riuscita o meno della propria vita.
-attribuzione esterna: attribuire a motivi indipendenti dalla nostra azione quando accade, significa rinunciare a costruire la propria  vita.
 
 
 
 
 
 
 
 
Lo psicologo Bernard Weiner ha individuato tre aspetti fondamentali del processo di attribuzione:
-internalità: collocazione della causa di un certo fenomeno
-stabilità: carattere costante o mutevole della causa

-controllabilità: possibilità o meno del soggetto di controllare la causa. 

LA MOTIVAZIONE AD AGIRE

LA MOTIVAZIONE AD AGIRE
 
La motivazione, in psicologia, è definita come l'insieme dei meccanismi biologici e psicologici che determinano l'azione, l'orientamento verso un obbiettivo e l' intensità della perseveranza.
 
Le motivazioni dell'agire non sono tutte identiche.
Una grande distinzione riguarda la loro origine: alcuni fattori sono soggettivi, altri invece possono essere oggettivi.
Un' altra distinzione tiene conto della loro importanza. Lo psicologo Abram Maslow ha interpretato i fattori tradizionali come bisogni dell'individuo, classificati
secondo una gerarchia rappresentata da una piramide.

martedì 3 ottobre 2017

LA TEORIA SISTEMICA
La psicologia sistemica analizza la relazione educativa partendo da due presupposti: tutto è comunicazione e il mondo psichico è un sistema, cioè una totalità, dove il mutamento di una parte influenza tutte le altre.
Paul Watzlawick per spiegare un singolo fenomeno occorre prendere in considerazione tutto il contesto, ad esempio, l'improvviso insuccesso scolastico di un ragazzo potrà essere spiegato esaminando il contesto o contesti di vita del ragazzo.
LE INDICAZIONI CHE LA TEORIA SISTEMICA FORNISCE ALL'EDUCATORE:
-nel contesto della classe, egli deve favorire la riorganizzazione ogni volta che un nuovo elemento turba l'equilibrio precedente;
-egli deve individuare le persone chiave il cui cambiamento di atteggiamento rende possibile il mutamento collettivo;
-tenere sotto controllo l'ansia o stimolare l'attenzione creando un nuovo tipo di stabilità dinamica (nuova organizzazione cognitiva, diminuzione dell'ansia e accrescimento dell'autostima);
L'approccio sistemico sottolinea come le abilità relazionali dell'educatore siano strutture interazionali. Inoltre deve saper controllare il circolo comunicativo, affinché tutti comunichino tra loro. 
LA TEORIA UMANISTA
La teoria umanista prende in esame il comportamento del docente e i suoi effetti sull'alunno.
Il principale esponente di questa teoria fu Carl Rogers che ha elaborato una forma di psicoterapia basata sul rapporto di parità tra terapeuta e paziente.
Basandoci su questo approccio, un insegnamento, perché sia efficace e significativo deve essere flessibile.
Una pratica didattica ispirata alla teoria umanista di Rogers richiede 3 atteggiamenti chiave:
-autenticità o congruenza;
-considerazione positiva incondizionata;
-comprensione empatica.
Questi atteggiamenti sono in rapporto tra loro: l'insegnante deve portarsi dal punto di vista dell'allievo (empatia), senza formulare giudizi o imporre cambiamenti di comportamento (considerazione positiva incondizionata) per indurre l'allievo a conoscere se stesso e a stabilire una continuità (congruenza) tra l'immagine di se e le proprie esperienze. Questa impostazione risponde all'esigenza di preparare l'alunno ad una società in continuo cambiamento.
Per questo, secondo Rogers, il docente deve insegnare ad imparare (fornire strumenti metodologici per usare consapevolmente le conoscenze.
La relazione educativa ha il compito di favorire la metacognizione, ossia l'autovalutazione dei risultati conseguiti.

DAL VANGELO DI LUCA

LA CASA COSTRUITA SULLA ROCCIA E LA CASA COSTRUITA SULLA SABBIA   Nel brano, Gesù paragona l'uomo che ascolta la parola di Dio a ...